TAEG e TAN: differenze, come si calcolano e perché contano davvero
TAEG vs TAN: significato, differenze concrete con esempi numerici e perché il TAEG è l'unico indicatore che conta per confrontare i finanziamenti.
- Redazione AlCasoTuo
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Quando si confronta un prestito, un mutuo o un consolidamento, si leggono ovunque due sigle: TAN e TAEG. La pubblicità di solito mette in grande il TAN, perché è il numero più basso e quindi più attraente. Ma chi guarda solo il TAN rischia di sottostimare di centinaia o migliaia di euro il costo reale del finanziamento. In questa guida vediamo con un esempio numerico concreto cosa distingue TAN e TAEG, perché il TAEG è l'unico indicatore davvero utile per confrontare le offerte e su cosa concentrarsi prima di firmare.
Cos'è il TAN
Il TAN (Tasso Annuo Nominale) è il tasso di interesse "puro" che la banca applica al capitale prestato. Indica quanto, in percentuale annua, paghi solo a titolo di interessi sul debito residuo, senza considerare nessuna spesa accessoria. È un tasso nominale: si usa per calcolare la quota interessi delle singole rate del piano di ammortamento.
Su un prestito da 10.000 € con TAN 6% e durata 5 anni, gli interessi vengono calcolati esclusivamente sulla base di quel 6% annuo, ma il costo finale per il cliente non è solo quello: dipende anche da spese di istruttoria, polizze, costi di incasso rata e così via. Il TAN, di per sé, dice poco.
Cos'è il TAEG
Il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) è un indicatore sintetico che, per legge, deve includere il costo complessivo del finanziamento: interessi (TAN) più tutte le spese obbligatorie. È espresso in percentuale annua e rappresenta il costo reale del prestito per il cliente.
Il TAEG è regolato dalla normativa europea sul credito ai consumatori (Direttiva 2008/48/CE) ed è obbligatorio nei moduli SECCI, nei contratti e in qualsiasi messaggio pubblicitario che indichi un tasso. Per questo motivo è l'indicatore che il legislatore considera utile e confrontabile: ogni banca lo calcola con la stessa formula e sugli stessi parametri.
La differenza in pratica
Per capire la differenza pratica, basta ricordare una formula semplice: TAEG = TAN + tutti i costi obbligatori del finanziamento, ripartiti su base annua. Più sono numerose e onerose le spese accessorie, più la forbice tra TAN e TAEG si allarga.
- Se la differenza è di 0,3-0,8 punti percentuali, le spese sono contenute.
- Se la differenza è di 1,5-3 punti, ci sono spese rilevanti (istruttoria, polizze, commissioni).
- Se la differenza supera i 3 punti, vale la pena chiedere il dettaglio voce per voce.
Va detto subito: una grande forbice fra TAN e TAEG non è automaticamente un imbroglio. Può semplicemente dipendere da spese fisse spalmate su un piccolo importo. Su un prestito da 3.000 €, anche 150 € di istruttoria incidono in percentuale molto più che su un prestito da 30.000 €.
Esempio numerico su un prestito di 15.000 €
Confrontiamo due offerte per un prestito personale da 15.000 € su 60 mesi (5 anni). Sembrano simili, ma il TAEG cambia tutto.
- Offerta A: TAN 6,90%, TAEG 7,20%, rata 296,30 €, spese accessorie minime.
- Offerta B: TAN 5,90%, TAEG 8,80%, rata 289,10 €, ma con istruttoria 250 €, spese incasso rata 2,50 € al mese e polizza obbligatoria.
A prima vista l'offerta B sembra migliore: TAN più basso e rata mensile inferiore. Facciamo però i conti sul costo totale sui 5 anni.
- Offerta A: costo totale del credito circa 2.778 € di interessi e spese.
- Offerta B: costo totale del credito circa 3.450 € sommando interessi, istruttoria, incasso rata e polizza.
Differenza: circa 670 € a sfavore dell'offerta B, nonostante avesse il TAN più basso. Ed è esattamente il messaggio del TAEG: 7,20% contro 8,80% raccontano già la stessa storia, ma in un solo numero.
Perché il TAEG conta più del TAN
Il TAN, da solo, dice quanto paghi di interessi puri sul capitale. Il TAEG dice quanto paghi davvero per ottenere quel denaro. Per il consumatore è il TAEG che fa la differenza, perché:
- Include tutte le spese obbligatorie, non solo gli interessi.
- È calcolato con una formula uniforme imposta dalla legge: due banche diverse devono calcolarlo allo stesso modo.
- Tiene conto del momento in cui i costi vengono pagati: spese pagate all'inizio incidono di più rispetto a costi spalmati nel tempo.
- Permette un confronto immediato tra offerte molto diverse fra loro (prestito personale, cessione del quinto, consolidamento).
Per questo motivo nelle guide pratiche, come quella su prestito personale o consolidamento debiti, si invita sempre a guardare il TAEG come prima cosa.
Cosa include il TAEG (e cosa no)
Per essere ancora più pratici, vediamo cosa entra nel TAEG e cosa invece resta fuori.
Cosa entra nel TAEG:
- Interessi del finanziamento (TAN).
- Spese di istruttoria.
- Spese di incasso rata e imposta di bollo.
- Costo delle polizze assicurative obbligatorie per l'erogazione del prestito.
- Eventuali commissioni del mediatore creditizio, se incluse in contratto.
Cosa non entra nel TAEG:
- Spese che derivano dal mancato rispetto degli obblighi (interessi di mora, penali).
- Spese notarili per il mutuo (perché variabili e indipendenti dalla banca).
- Polizze facoltative non vincolanti per l'erogazione.
- Tasse e imposte non legate al credito (es. imposta sostitutiva, in alcuni casi).
Da qui un'attenzione importante: una banca può vendere una polizza presentandola come "fortemente consigliata" pur essendo formalmente facoltativa. In quel caso la polizza non rientra nel TAEG, ma il costo per il cliente è comunque reale. Vale la pena chiedere sempre se la polizza è davvero condizione necessaria.
Come confrontare due offerte
Per non sbagliare quando si scelgono prestito, mutuo o consolidamento, ecco un metodo semplice in 4 passaggi.
- Stesso importo, stessa durata: chiedi due preventivi sullo stesso capitale e sulla stessa durata, altrimenti il confronto non ha senso.
- Guarda prima il TAEG, poi il TAN: se il TAEG di una è significativamente più alto a parità di TAN, lì si nascondono spese pesanti.
- Chiedi il costo totale del credito: è un numero in euro che indica quanto restituirai in più rispetto al capitale ricevuto. È il modo più chiaro per visualizzare il costo reale.
- Verifica le polizze: chiedi sempre, in forma scritta, se la polizza è obbligatoria per ottenere il prestito o se è facoltativa.
Lo stesso ragionamento vale per il mutuo. Nella guida su mutuo casa approfondiamo come leggere il TAEG ipotecario, che ha alcune specificità in più rispetto al credito al consumo.
Cosa ricordare
- TAN = interessi puri, TAEG = costo reale del finanziamento.
- Il TAEG è obbligatorio per legge e calcolato con la stessa formula da tutte le banche.
- Confronta le offerte sul TAEG a parità di importo e durata.
- Attenzione alle polizze "facoltative": non entrano nel TAEG ma incidono sul costo reale.
- Chiedi sempre il costo totale del credito in euro: è il dato che, da solo, racconta meglio quanto stai pagando.
In definitiva, leggere TAN e TAEG con consapevolezza è la prima vera abilità finanziaria che ognuno dovrebbe avere. Per ogni situazione specifica, può essere utile farsi accompagnare da un consulente del credito che legga insieme a te i preventivi e le clausole, prima di firmare.
Domande frequenti
Le risposte alle domande più comuni su questo argomento.
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